Giornalismo
Giornalismo
Parole per attraversare la complessità
Il gesto che alleno da sempre è quello di fare domande: agli altri, ma anche a me stessa.
L’esercizio del dubbio e dello spostamento di prospettiva è stato una pratica costante, rafforzata dal confronto continuo con interlocutori provenienti da esperienze e settori diversi.
Scrivo delle trasformazioni che attraversano i linguaggi culturali e gli stili di relazione, a partire dal marketing, dal design, dai consumi, dalla cultura del lavoro e dall’innovazione sociale e tecnologica.
La mia ricerca esplora l’impatto delle storie sull’identità delle persone, dei brand e delle organizzazioni.
Brand
Journalism
Traduco la voce narrante del brand
Mi occupo di ideare contenuti editoriali che raccontano l’identità di un brand, i suoi valori e le relazioni con gli stakeholder, spesso coinvolgendo le persone all’interno dell’organizzazione per arricchire la narrazione con le loro voci.
Supporto la gestione della molteplicità di storie interne all’organizzazione, traducendole in narrazioni coerenti, capaci di ampliare le prospettive del brand.
Questo lavoro, spesso realizzato in collaborazione con agenzie di comunicazione, si inserisce nel reputation marketing, inteso come un dialogo aperto e responsabile con chi interagisce con l’organizzazione.
L’obiettivo condiviso con il cliente è creare narrazioni strategiche che migliorino la relazione tra il brand e il suo contesto.
Una palestra di immaginazione per rigenerare identità
Allenare la consapevolezza narrativa non significa costruire un’unica grande storia, ma imparare a muoversi tra più trame senza perdersi.
Ho chiamato narrative counseling l’approccio di consulenza e curatela narrativa che integra strumenti di storytelling, orientamento e metacomunicazione.
È una proposta di facilitazione rivolta a persone, professionisti e organizzazioni che desiderano esplorare ed esprimere la propria identità, soprattutto in momenti di trasformazione o di crisi narrativa.
l percorso è un insieme di pratiche di attenzione, immaginazione e responsabilità linguistica.
Si sviluppa in cinque movimenti:
disposizione dello sguardo, riconoscimento dei pattern, costruzione di senso, allenamento del pensiero intuitivo, riconoscimento della responsabilità narrativa.
L’obiettivo finale è sviluppare consapevolezza dei propri confini narrativi, rafforzando soft skills come intelligenza percettiva, pensiero critico, pensiero intuitivo e capacità di costruzione di senso.
È rivolto a persone e organizzazioni che desiderano assumere in modo consapevole il potere delle parole, attraverso strumenti immaginativi ed espressivi.
Narrative


counseling
Disegnare con le parole
Nel mio lavoro di consulenza editoriale e narrativa mi capita, a volte, di usare un linguaggio più poetico.
Ci sono contesti in cui l’intera identità di un brand o il significato di un’iniziativa devono essere racchiusi in poche parole capaci di evocare, non di spiegare.
È in questi casi che, per scrivere, serve orecchio.
Perché è nel suono, nell’immagine e nella forma che il messaggio trova il suo spazio.
A volte scrivere è come disegnare con le parole: non si cerca una verità assoluta, ma il gusto e il piacere dell’incontro. È una questione di sinestesia.
La parola evocativa possiede una sua verità, che è sottile e profonda, purché affondi le radici nell’identità da cui nasce.

















Docente -
Scuola Holden
Corsi Storytelling e Pubbliche Relazioni (40 ore), Storie di Passaggio (24 ore) e L’uso pratico delle storie (6 ore)
2020 – 2021- 2025
Docente -
Fondazione Toscana e Territori
Sottotrame. La poetica del territorio come centro di gravità narrativo (8 ore)
2025
Docente -
StoryCounseling®
Corso Design d’identità narrativa (5 ore)
2021
Docente -
UniGe
Corso di perfezionamento universitario Start Up Innovative – modulo PR. Progettare Relazioni (8 ore)
2018